Provaci ancora, fascio!

I fascisti della Fiamma Tricolore tentano di farsi spazio nel movimento NO MUOS e proclamano una manifestazione per fine Agosto in Sicilia contro il progetto delle antenne militari. Non è la prima volta che estremisti di destra provano a immischiarsi in lotte che non gli appartengono, tentando di strumentalizzarle per raccogliere nuovi consensi: era già accaduto con le lotte contro globalizzazione, guerre imperialiste, TAV e al fianco del popolo palestinese, ma in tutte queste occasioni la risposta di movimenti e individui era stata sostanzialmente di netto rifiuto nei confronti di qualsiasi strumentalizzazione. I neofascisti, incapaci di brillare di luce propria e accortisi che la stantia riproposizione di artefatte storielle e vecchi cimeli del Ventennio non risulta abbastanza appetibile per le nuove generazioni, fanno leva oltre che sul solito ribellismo senza arte né parte, anche su slogan, tendenze e rivendicazioni appartenenti ai loro avversari politici di sempre. Lungi dall’interessarsi realmente alle lotte popolari e partecipate contro scempi ambientali, massacri fraticidi, politiche discriminatorie e di sfruttamento, questi sordidi personaggi e le loro organizzazioni parassitano battaglie altrui nella speranza di poter sdoganare le loro vere idee, per le quali non vi è posto nella società per chi non rientra nei canoni di normalità previsti dalle loro menti ristrette. Per i neofascisti quel che conta non è ad esempio che non venga realizzato un progetto dannoso come quello del MUOS, il problema per loro, da bravi militaristi sempre pronti a “credere-obbedire-combattere” è che a volerlo realizzare siano le forze armate statunitensi piuttosto che quelle italiane. Lo stesso discorso vale per il TAV: quelli che antepongono a qualsiasi altra cosa l'”interesse nazionale”, ovvero l’interesse autoritario e predace di chi all’interno di uno Stato-Nazione detiene il potere politico ed economico, non possono coerentemente far parte di una lotta come quella dei NO TAV.

In risposta al tentativo di strumentalizzazione neofascista della lotta contro il MUOS, il presidio NO MUOS di Niscemi indice un campeggio antifascista di due giorni in Contrada Ulmo e diffonde il seguente proclama ( tratto dal sito  www.nomuos.info):

” L’antifascismo vive in contrada Ulmo.

 

Da venerdì 30 Agosto il presidio No Muos di Niscemi indice una due giorni di campeggio Antifascista.

 

L’antifascismo non è soltanto una parola, ma è un valore quindi una pratica che deve essere seguita ogni giorno; una due giorni di campeggio che serva a radicare nelle coscienze politiche degli attivisti di tutta la Sicilia,  l’idea che i fascisti non sono scomparsi, ma agiscono tra le maglie delle amministrazioni e delle strutture borghesi e ancora a distanza di decenni dettano leggi atte a regolamentare e a imbrigliare la spontaneità dei compagni e delle compagne.

 

Con questa due giorni il presidio e le sue individualità chiedono alla rete antifascista siciliana e italiana di riunirsi in contrada Ulmo a Niscemi, dove si terrà un concerto antifascista e a seguire un corteo fino alla base militare U.S. Navy.

 

La formazione politica della fiamma tricolore di chiaro stampo fascista ha richiesto l’autorizzazione per una manifestazione contro l’istallazione del Muos. Il movimento  No Muos, come dichiarato nella carta d’intenti-  è antifascista e non può permettere che un corteo della destra estrema possa ostentare i loro slogan e appropriarsi dei nostri simboli e delle nostre bandiere. Il movimento non può permettere che i fascisti cavalchino i successi ottenuti dai  cittadini e dagli attivisti con anni di sacrifici, denunce e repressione. La lotta No muos è propria dei cittadini, è antipartitica, antipatriarcale e orizzontale quindi del tutto slegata dalle abitudini politiche della destra fascista italiana.

 

Il Movimento No Muos è e sarà sempre antifascista e non concederà un solo centimetro di contrada Ulmo alle schiere fasciste né concederà loro un minimo spiraglio di dialogo.

 

Dalla Val Susa ad Atene l’intera Europa è sottoposta a una capillare azione di repressione e a un rinvigorimento dei sistemi di controllo violenti e repressivi. Il movimento No Muos è convinto del fatto che permettere una manifestazione della fiamma tricolore sia rendersi complice del revisionismo storico e della fascistizzazione che stanno infestando le nostre realtà. Il movimento non è complice, il movimento non è inerte , il movimento è antagonista e dichiara in maniera ferma e irreversibile che il fascismo troverà a Niscemi e al presidio No Muos di contrada Ulmo una ferma opposizione;  tutti e tutte siamo e saremo fisicamente un blocco fermo e intenzionato a non permettere che le loro bandiere e i loro infamanti slogan possano essere ostentati.

Comitato di base di Niscemi”

Iniziative No TAV, No MUOS e No Ponte.

Fonte: Notav.Info 

” Difendiamo la nostra terra, e difendiamo il nostro futuro!

574951_530297293681553_1917674626_nAncora una volta scendono insieme in piazza i movimenti che lottano per la difesa della salute e del territorio contro le grandi opere inutili , dannose ed imposte ai cittadini:

il 16 MARZO a MESSINA per chiudere definitivamente la partita del Ponte sullo Stretto e continuare le lotte per la Rinascita del Territorio, ribadendo la necessità di sopprimere la Stretto di Messina Spa, il recesso dal contratto con Eurolink (General Contractor per la progettazione e costruzione del Ponte), il non riconoscimento di alcuna penale e alcun debito.

il 23 MARZO in VALSUSA per impedire che una nuova linea TAV devasti inutilmente una valle. Mentre un intero sistema di trasporto pubblico è al collasso le grandi lobby guardano alle linee di alta velocità come al più grande business del secolo: impedire lo scempio e smascherare le complicità del forte intreccio politica/mafia è possibile e più che mai urgente.

il 30 MARZO a NISCEMI per revocare ed impedire la costruzione del Muos, il sistema d’antenne satellitari ad alto inquinamento elettromagnetico pensato per governare le guerre planetarie del terzo millennio (quelle degli aerei senza pilota, della guerra automatizzata), per smantellare le 46 micidiali antenne già installate , per la smilitarizzazione dei nostri territori .

Un mese di mobilitazione in cui faremo sentire le nostre voci all’unisono, in cui ricorderemo nuovamente che le lotte contro il ponte sullo stretto, contro il TAV in Val di Susa, e contro il MUOS in Sicilia si intrecciano naturalmente in un’unica battaglia per la difesa dei beni comuni. Diverse sono le specificità delle nostre lotte ma un filo rosso le unisce nei comuni obiettivi di fondo e nelle forme di una protesta la cui forza è continuamente alimentata da un’ampia partecipazione popolare.

Le nostre lotte hanno un forte legame con quelle per il lavoro e per la difesa dei diritti, unite purtroppo anche dalla stessa dura repressione, mentre rimane inascoltata la domanda sempre più urgente di una democrazia in cui cittadini possano decidere del loro futuro.

Una democrazia incompatibile con le grandi opere che devastano territori e utili solo ad alimentare il grande business del malaffare sottraendo risorse pubbliche alla sanità, alle pensioni, alla scuola, alla cultura, alla messa in sicurezza del territorio e degli edifici; una democrazia che rifiuta l’occupazione militare di vaste aree del nostro paese per preparare nuove micidiali guerre in tutto il mondo.

Difendiamo la nostra terra, e difendiamo il nostro futuro!

Facciamo appello a tutte le realtà che lottano contro le grandi opere inutili a mobilitarsi con noi promuovendo iniziative nel proprio territorio

Movimento NoPonte
Movimento NoTav
Coordinamento regionale dei comitati NoMuos

Contro il programma MUOS.

C’è chi definisce l’Italia, già dai tempi del secondo dopoguerra mondiale, come una sorta di colonia militare della NATO: basterebbe dare un’occhiata ad una qualsiasi mappa aggiornata che indica basi ed altre installazioni militari NATO sul territorio italiano per rendersi conto che tale affermazione non è un’esagerazione propagandistica. Le installazioni militari sono sinonimo di devastazione ambientale, rischi per la salute umana, spesa militare che è denaro sottratto ad altre necessità, impatto negativo sul tessuto sociale e sull’economia locale (“ma le basi militari creano posti di lavoro”, affermano alcuni: ma quanti altri “posti di lavoro”, se fosse questo l’obiettivo principale di una base militare, potrebbero venir creati su un territorio demilitarizzato?), senza ovviamente dimenticare il loro ruolo principale di strumento di guerra. Fra i tanti progetti portati avanti in queste zone franche, fuori dal controllo e dal potere decisionale delle popolazioni che vivono nei loro pressi, vi è quello recente del MUOS. Per spiegare megio di cosa si tratta mi affido alla definizione fornita sul sito web NO MUOS:

Il Mobile User Objective System (MUOS) ( Sistema Oggetto ad Utente Mobile) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza (UHF) ed a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma MUOS, gestito dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti tra il 2010 ed il 2013. Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l’obiettivo di rimpiazzare l’attuale sistema satellitare UFO. E’ composto da tre trasmettitori parabolici basculanti dalle dimensioni di circa 20 metri ad altissima frequenza 2 antenne elicoidali UHF per un totale di circa 2059 mq di cementificazione. Sino ad oggi “attive” ve ne sono tre: Virginia, Hawaii e Australia, istallate in zone desertiche. Un quarto gli Stati Uniti lo vorrebbero istallare  nella base di C.da Ulmo di Niscemi ( NTFR-NASSIG-NATO), nel bel mezzo della Riserva Naturale Orientata Sugereta di Niscemi. Secondo alcune ipotesi mediche, i campi elettromagnetici prodotti, potrebbero interferire su qualunque apparecchiatura elettrica, quali by-pass, sedie a rotelle, pace-maker, anche a distanza di oltre 140 km, come si evince da studi americani. Tutto ciò comporterebbe “a lunga distanza” insorgenze tumorali agli organi riproduttivi e leucemie.”

Questa bella trovata, il cui costo si aggira intorno ai 3 miliardi di dollari- ma la cifra potrebbe addirittura raddoppiare, è parte del progetto di evoluzione delle tecnologie militari con le quali condurre in modo più efficace e “scientifico” le future guerre contro fantomatici nemici, ieri i comunisti, oggi i musulmani, sempre e comunque chiunque non si allinei alle scelte ed agli interessi del blocco imperialista filoamericano e si trovi in posizione di debolezza militare rispetto agli aggressori. I danni all’ambiente ed alla salute umana sono effetti collaterali già messi in conto, così come sono danni collaterali i sempre più numerosi civili che cadono vittime di conflitti oggigiorno orwellianamente definiti come “missioni di pace” o “interventi umanitari”.

Contro l’ennesimo scempio militarista la popolazione siciliana non è rimasta però a guardare. Su tutto il territorio sono nati comitati NO MUOS che hanno promosso incontri informativi e iniziative di protesta con il chiaro obiettivo di fermare il progetto. L’opposizione al MUOS è variegata e comprende diverse realtà politiche e individui che partono da presupposti diversi, resta da vedere se questa varietà di posizioni risulterà essere un ostacolo e causa di divisioni interne nelle fasi cruciali delle lotte o se, al contrario, sarà decisiva a livello non solo di coinvolgimento numerico ma anche di contaminazione di idee e varietà di pratiche adottate. In ogni caso la questione MUOS non è un problema che riguarda solo gli/le abitanti del territorio nel quale l’installazione dovrebbe venire a trovarsi, ma chiunque abbia a cuore la difesa dell’ambiente e della salute umana e l’opposizione al militarismo. Inoltre la problematica è più ampia di ciò che possa sembrare e riguarda anche il controllo dei flussi migratori, l’uso del nucleare per scopi militari, la sovranità teritoriale e le strategie geopolitiche decise da chi comanda il pianeta. Anche per questo l’ambizione del movimento di opposizione al MUOS è quella di estendersi a livello nazionale, sensibilizzando e coinvolgendo sempre più persone nella lotta. Fra le tante iniziative promosse dai comitati NO MUOS è prevista dal 26 Settembre al 6 Ottobre una settimana di mobilitazione per la smilitarizzazione del territorio siciliano che si concluderà con una manifestazione nazionale a Niscemi il 6 Ottobre 2012. Per informazioni e adesioni alla manifestazione: [email protected] – 3895155514-3297439783; [email protected]; 333-3067017. A chi volesse tenersi aggiornato/a sulla vicenda ed avere maggiori informazioni sul progetto e sull’opposizione ad esso consiglio di seguire il sito Sicilia Libertaria, in particolare i tags “MUOS” e “NO MUOS”, oltre ai siti dei comitati NO MUOS reperibili in rete.