L’interruzione della normalità.

Francoforte, 18 Marzo 2015: le vetrine delle banche infrante, le barricate e le auto della polizia in fiamme, i blocchi stradali, le diverse azioni di protesta pacifiche o meno e il corteo pomeridiano di Blockupy (25mila partecipanti) hanno interrotto per un giorno il businnes as usual al quale gran parte di noi sono più o meno abituati/e ed assuefatti, con grande disappunto di Schäuble, Draghi e compagnia danzante. Ma non è il loro disappunto che dovrebbe stupire e preoccupare- semmai di ciò si può solo gioire-, quanto quello dei/lle tanti/e cittadini/e comuni che magari hanno a parole poca simpatia per banche e sistema finanziario, ma che ritengono che le proteste, se hanno luogo, si debbano sempre e comunque svolgere entro i margini della legalità o perlomeno della nonviolenza. Costoro, oltre ad esprimere quasi sempre una critica ridotta e parziale del sistema capitalista di stampo riformista (se e quando esprimono qualcosa), vorrebbero che si attirasse l’attenzione dei potenti per chiedergli di agire diversamente, vorrebbero che si giocasse secondo le regole stabilite da chi per ora con quelle regole ha sempre vinto, sono pronti a indignarsi per una vetrina rotta o per una pietra lanciata contro un agente in tenuta antisommossa. A parte l’illusione a dir poco patetica di queste persone sulla possibilità di far leva sui sentimenti umani dei potenti e dei loro servi ai piani più alti chiedendo contentini e aggiustamenti di rotta, mi chiedo- limitandomi ad osservare la situazione della Grecia piegata da debito e politiche di austerity- dove sia la loro indignazione di fronte al fatto che la mortalità infantile in Grecia è aumentata del 40% negli ultimi tempi, che i malati di cancro ricevono medicinali gratuiti solo in fase terminale, che sempre più persone si suicidano dopo aver perso qualsiasi prospettiva ma anche e soprattutto la propria dignità, mentre altri finiscono a vivere per strada oltretutto minacciati dalle bande neonaziste di Alba Dorata e dalla polizia, che chi ha lavorato tutta la vita si trova ora ad avere nulla, a dover elemosinare un tozzo di pane secco mentre i più abbienti, i grossi capitalisti, gli investitori hanno fatto sparire dal Paese le loro ricchezze lasciando nella merda quelli che sfruttavano fino al giorno prima mentre tra un meeting e un’inaugurazione di edifici dai costi stratosferici i vari Juncker, Barroso e Draghi bevono champagne in onore di un sistema economico immondo e disumano. Ancora una volta, questi/e cittadini/e perbene indignati e scandalizzati per due vetri rotti nella loro città della Borsa e degli affari dovrebbero pensare, pensare, pensare e svegliarsi e mostrare una vera coscienza. Oppure tacere, almeno per un minimo di giustizia nei confronti del senso del pudore. Una banca sfasciata non è la rivoluzione, né il gong che ne segna l’inizio, non cambierà il mondo, ma è un segno tangibile della rabbia legittima di chi è oppresso e solidarizza con altri/e oppressi/e.

Blockupy Frankfurt 2015.

Il 18 Marzo prossimo è la data prevista per l’inaugurazione della nuova sede della Banca Centrale Europea a Francoforte sul Meno. Per l’occasione una rete di gruppi, collettivi, attivisti/e della sinistra più o meno radicale, dell’area antagonista/autonoma/comelavoletechiamare, sindacalisti ed altri/e ancora si sono dati appuntamento nel cuore finanziario della Germania per rilanciare la lotta contro le politiche di austerity neoliberiste. Pur con qualche riserva e critica a tratti di non poco peso riguardo parte delle analisi e delle proposte prodotte finora dal coordinamento che organizza Blockupy, per non parlare di alcuni gruppi e realtà politiche che vi prenderanno parte, ritengo che sia importante per movimenti e individualità anarchici/che cogliere al volo quest’occasione di mobilitazione e rilancio di proposte e progetti alternativi al sistema dominante, portando all’interno di questa come di altre lotte contenuti, analisi, proposte e azioni di stampo libertario. E poi, detto sinceramente, poter cagare in mezzo al banchetto dei padroni d’Europa e dei loro lacché non è certo un’occasione da perdere.

Di seguito l’appello alla mobilitazione in lingua italiana, tratto dal sito Blockupy.org:

blockupy18m-aufruf2“Dieser Post ist auch verfügbar auf: Inglese, Tedesco

Il 2015 è iniziato con qualcosa di inaudito. Il popolo greco si è opposto a tutte le minacce provenienti dall’Europa eleggendo un nuovo governo di sinistra. È accaduto dopo 5 anni rovinosi, che hanno costretto la popolazione greca a una costante lotta contro la crisi umanitaria e la distruzione sociale. Questo governo è stato eletto per resistere alle istituzioni europee, per non accettare più le misure di austerità imposte alla gente. Noi appoggiamo la decisione del popolo greco di rifiutare la dottrina neoliberale che scandisce il solito ritornello «nessuna alternativa all’austerità». Questa decisione ci dà nuovo potere e apre la possibilità di un futuro differente, tanto più considerando altri importanti movimenti popolari come quello attivo in Spagna. Proprio in questi giorni per le strade di Madrid centinaia di migliaia di persone hanno detto a voce alta: «si può e si vincerà di nuovo!». Poco dopo, l’11 febbraio, in Grecia e in tutta Europa centinaia di migliaia di persone hanno riempito le piazze, lo stesso giorno in cui l’Eurogruppo ha aperto la rinegoziazione del debito greco. Si è scatenata così un’ondata transnazionale di solidarietà.

Questo senso di potere dà speranza a milioni di persone in Europa e incoraggia la resistenza contro il regime della crisi. La solidarietà per il popolo greco e per le sue decisioni democratiche non è solo un obbligo per noi, ma è anche un nostro comune interesse: l’interesse di chiunque in Europa lotta contro le logiche dell’austerità e per migliorare le proprie condizioni di lavoro e di vita. Per questo diciamo: è giunto il momento di agire! Per questo chiamiamo tutte e tutti, da ogni parte d’Europa, a unire le nostre forze transnazionali contro l’apertura della BCE il 18 marzo a Francoforte!

È vero, il regime della crisi europeo è cambiato nel corso del tempo: le riunioni di emergenza dell’UE sembrano essersi fermate e i paesi stanno lasciando il fondo di salvataggio dell’euro. Tuttavia, la pressione esercitata oggi sulla Grecia dimostra che ciò non significa affatto che l’Unione europea e le misure della BCE siano terminate. Il ricatto non si è fermato – tutt’altro. Le istituzioni europee reagiscono ogni volta che sono minacciate, rispondono a loro volta con le minacce e non esitano a riattivare dure misure di austerità. Contemporaneamente, ci troviamo di fronte a qualcosa che appare quasi normale: una nuova terribile normalità della precarietà e della povertà, divenuta realtà attraverso le politiche neoliberiste che sono state attuate durante la crisi. Queste misure si sono radicate saldamente nelle istituzioni statali e non sono soltanto temporanee. Esse favoriscono governi autoritari, sostengono l’ulteriore smantellamento della partecipazione democratica, l’attacco alle condizioni di lavoro, lo sfruttamento delle gerarchie costruite sul regime dei confini. Esse rimandano alla militarizzazione della politica interna ed estera, al crescente razzismo e all’estremismo di destra. In questi ultimi anni, la famigerata Troika e la governance neoliberista hanno aperto una strada a una nuova fase in Europa: un modello precario dei diritti sociali limitati, un modello di controllo e di competizione a cui noi rifiutiamo di abituarci!

Ora sentiamo le élite e i governi gridare forte – con la Germania in prima linea – contro la richiesta del popolo greco di fermare e invertire le privatizzazioni, contro le rivendicazioni di diritti sociali e di una tassazione che colpisca la ricchezza, contro il suo rifiuto di pagare un debito e un interesse che non ha causato. Le élite e i governi temono l’effetto domino che sta attraversando l’Europa; hanno paura che il loro «programma» di competitività e di controllo neoliberale imposto come modello europeo sia ora sul punto di sgretolarsi.

Uno dei principali agenti del ricatto e della normalizzazione dell’austerità, del bastone e della carota, è proprio la BCE. Con la Commissione europea e il Fondo monetario internazionale, essa è parte integrante della scellerata Troika che, insieme al Consiglio dell’Unione europea, ha promosso l’austerità e le privatizzazioni, con il conseguente impoverimento e la precarietà di gran parte delle popolazioni in Europa. Chiedendo di non accettare i titoli greci come garanzia per i prestiti della banca centrale, la BCE impone la continuazione della politica di austerità, prendendo direttamente e chiaramente le parti del governo tedesco.

Per questo Blockupy fa ancora una volta appello per ampie azioni transnazionali contro la BCE, proprio quando sarà inaugurata la sua nuova sede a Francoforte il 18 marzo. Una torre alta 185 metri, simile a una fortezza circondata da una barriera di sicurezza e da un fossato, un simbolo di potere che è costato la cifra sbalorditiva di 1,3 miliardi di euro. Il nostro appello per forti, diffuse e vivaci proteste europee lanciato mesi fa ha già lasciato il segno: la BCE ha annunciato che il gran gala previsto inizialmente sarà ridimensionato in un semplice brindisi. Tuttavia, il numero degli ospiti non ci ha mai interessato. La nostra protesta comporta una critica radicale del suo lavoro – la progettazione, l’esecuzione e la normalizzazione delle misure di austerità.

Sappiamo che Francoforte è il posto giusto per ritrovarci – precari, migranti, operai, attivisti sociali, forze di emancipazione. Sappiamo che non saranno i governi di sinistra a risolvere tutti questi problemi: la vera dinamica inizia nelle strade e nelle piazze, tra i gruppi e le associazioni, all’interno e all’esterno dei luoghi di lavoro come una dinamica sociale. Non ci limiteremo a dimostrare la nostra solidarietà al popolo greco e verso la sua decisione democratica, ma chiariremo anche che non c’è alcun conflitto di interessi tra la gente in Europa. Questa lotta riguarda tutti i popoli in Europa e le lotte, in Grecia e altrove, hanno aperto la strada per tutti noi!

Se non ora, quando? Più rumorosi e forti che mai, facciamo appello per realizzare azioni transnazionali il 18 marzo davanti alla BCE a Francoforte! Il 18 marzo è il momento giusto per convergere a Francoforte, per intensificare i nostri sforzi e per fare in modo che tutti si uniscano alla lotta. Questo è il momento per essere li fulcro della lotta transnazionale dentro e contro il ventre della bestia. Questo è il momento per giudicare la BCE responsabile per le sue politiche e pretendere con forza una direzione politica diversa. Il 18 marzo è tanto la nostra occasione quanto la nostra responsabilità di costruire una comune ed efficace forza dal basso: se loro vogliono il capitalismo senza democrazia, noi vogliamo la democrazia senza il capitalismo.

Il 18 marzo ci prenderemo le strade e le piazze di Francoforte, intorno al nuovo edificio della BCE e nel centro della città con migliaia di persone provenienti da tutta Europa. Ci incontreremo di mattina intorno alla BCE per mettere in campo azioni di disobbedienza civile per bloccare la sua autocelebrazione, interrompendo la normale giornata di lavoro. Sono attività pensate per la partecipazione di massa, costruite con un consenso comune, per questo ognuno è invitato a partecipare. Seguirà poi nel pomeriggio una forte, colorata e vivace manifestazione.

Unisciti all’azione, unisciti ai blocchi della BCE al mattino, ai presidi e alla manifestazione nel pomeriggio: prima abbiamo preso Atene, ora tocca a Francoforte!

Per maggiori informazioni, visita il sito di Blockupy: quanto più ci avviciniamo al 18 marzo, quanto più saranno dettagliate le informazioni che troverai sulle attività, i trasporti e l’accoglienza, il programma del presidio e della manifestazione e molto altro. Per chiedere chiarimenti si può scrivere a[email protected] o collegarsi su Twitter (@blockupy #18M) e Facebook”

26 Settembre: giornata di lotta europea contro i tagli e l’austerity.

Fonte: blog della federazione romana dell’USI.

” 26/9 giornata di lotta europea /// 19/9 assemblea pubblica

26 SETTEMBRE 2012 – GIORNATA DI LOTTA EUROPEA
contro i tagli e le politiche di austerità
NON VOGLIAMO PAGARE LA CRISI DI UN SISTEMA CHE NON E’ IL NOSTRO!
Organizziamoci insieme per vincere!
La crisi del sistema capitalista si espande in tutti i paesi. Ovunque i governi e il padronato prendono a pretesto questa situazione per sfruttare ulteriormente i lavoratori. Ma sono sicuramente loro i responsabili di questo stato di cose e della crisi del loro sistema economico e politico capitalistico.
Vorrebbero farci credere che tutte le misure eccezionali di adeguamento di tagli, di austerità sono necessari per mantenere il sistema, quando l’unica cosa che vogliono è continuare ad arricchirsi a spese delle persone che vivono del loro lavoro. Tutti gli attacchi che abbiamo subito in tutti i paesi europei hanno lo stesso schema:

– Distruzione dei servizi pubblici
– Riforma delle leggi sul mercato del lavoro che lasciano tutto il potere nelle mani dei padroni
– Eliminazione dei diritti fondamentali, sociali e sindacali, raggiunti dopo molti anni di lotta
– Aumento della precarietà e della disoccupazione
– Attacchi contro il diritto alla pensione e alla salute
– Attacco alla scuola e all’università
Tutte le direttive del FMI, della Banca Mondiale, della BCE, cercano solo di salvaguardare gli interessi dei più potenti. Il sindacalismo tradizionale sta lasciando un altra volta soli i lavoratori. In queste condizioni non si possono firmare accordi e accettare i dictat imposti dagli organismi internazionali.
Per noi, il ruolo del sindacalismo è quello di difendere i lavoratori e di costruire una società più giusta; questo compito passa per una netta opposizione ai piani di austerità , non è più possibile usare modelli concertativi.
Si rende necessaria una forte mobilitazione con scioperi e manifestazioni a livello europeo.
Per il movimento operaio, la priorità deve essere posta nella costruzione di una mobilitazione europea, e non nella negoziazione con i padroni. Non si possono accettare accordi o patti che applicano i piani di austerità e di tagli decisi dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale.
Costruiamo insieme un movimento sindacale europeo alternativo e una grande mobilizzazione sociale per il 26 settembre.

 

RIUNIONE PUBBLICA

 

MERCOLEDI 19 ORE 18.30
L.O.A. ACROBAX via della Vasca Navale(Ponte Marconi)

 

PRESIDIO ALL’UFFICIO DELL’UNIONE EUROPEA
MERCOLEDI 26 in VIA IV NOVEMBRE 149
DALLE 16.00 ALLE 19.00

 

a firma della
RETE EUROPEA DEL SINDACALISMO DI BASE E ALTERNATIVO
(Cgt Spagna, Usi Italia, Cub Italia, Tie Germania, Solidaires Francia, Ese Grecia, So Spagna, Intersindacal Spagna, Cnt Francia, Sud Svizzera, Cib-Unicobas Italia)
dall’appello della CGT SPAGNOLA in appoggio allo sciopero generale dei paesi baschi che viene diffuso da USI Confederazione nazionale sindacati autogestiti e di federazioni locali intercategoriali sito: www.usiait.it e www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com

Sede nazionale: ROMA LARGO VERATTI 25 tel. 06/70451981 fax 06/77201444 [email protected]

Per quanto riguarda la Spagna, ecco il comunicato sull’ indizione di una giornata di lotta per il 26 Settembre, estratto dal sito Anarkismo:

jornada_26septiembre_1.png

” CONFEDERACIÓN GENERAL DEL TRABAJO
UFFICIO STAMPA CONFEDERALE

DICHIARAZIONE DEL SINDACALISMO DI CLASSE ED ALTERNATIVO
INDIZIONE DI UNA GIORNATA DI LOTTA PER IL 26 SETTEMBRE


In questo momento stiamo assistendo ad un processo accelerato di deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro unitamente ad una perdita crescente di diritti e libertà. Questo processo si avvale dello strumento del debito pubblico con la finalità di deteriorare e privatizzare tutto il sistema pubblico.

Le politiche perseguite dai governi del PSOE e del PP insieme ai loro partners nazionalisti ci hanno portato a questa situazione di emergenza sociale. Pertanto, il sindacalismo di classe ed alternativo non darà nessun sostegno al sistema capitalistico con soluzioni di ripiego o misure parziali, ma al contrario, ci pronunciamo per la lotta e per la mobilitazione come elementi fondamentali di trasformazione sociale, di fronte alle imposizioni della troika (FMI, BCE e Commisione Europea) che vengono fatte recepite nelle politiche dei governi in ginocchio.

Continuiamo ad opporci alle politiche sindacali di concertazione sociale (rappresentata dalle CC.OO e dalla UGT) che tante disastrose conseguenze hanno procurato nel corso negli anni alla maggioranza della popolazione. Il referendum non può essere utilizzato come elemento di freno né come moneta di scambio nei confronti di un futuro e necessario sciopero generale, né come uno strumento di smobilitazione, né tanto meno per sollecitare un governo di coalizione nazionale. La volontà popolare si sta già esprimendo abbondantemente nelle mobilitazioni di piazza.

Ci opponiamo all’aumento dell’IVA, che colpisce particolarmente i redditi della popolazione, i quali sono totalmente impegnati nell’acquisto degli alimenti necessari. Denunciamo come il denaro destinato al salvataggio del sistema finanziario venga reperito a spese dei contribuenti, in quantità anche superiore a quanto previsto in bilancio per i servizi pubblici, in base all’accordo tra PSOE e PP avvenuto con la riforma costituzionale di un anno fa.

Siamo testimoni di una truffa colossale, che dovrebbe avere conseguenze penali e detentive per i responsabili. Esigiamo un audit sul debito.

Il sindacalismo di classe ed alternativo appoggia i percorsi assembleari e di lotta nati dalle piattaforme dei cittadini in cui si difendono valori di solidarietà e di opposizione all’attuale sistema capitalista nonché di costruzione di un nuovo modello sociale, politico ed economico al servizio degli interessi generali. Contro la paura, occorre rispondere con l’unità e con la lotta.

Consideriamo imprescindibile proporre, in forma coordinata, un calendario di mobilitazione permanente che tenda ad unificare le diverse lotte, a raccogliere le proposte avanzate dai movimenti di base e dalle assemblee ed, in definitiva, a creare le condizioni per una nuova indizione di sciopero generale, la cui data collochiamo prima della approvazione della Legge di Bilancio dello Stato. Pertanto, indiciamo per il 26 settembre una gionata di lotta in tutto lo stato con assemblee, presidi, manifestazioni…in cui dibattere sulla indizione di uno sciopero generale.

Esigiamo la abrogazione di tutti i Decreti (sulla Riforma del Lavoro e sui tagli ai salari, alla sanità, all’istruzione, ai servizi sociali, sulle misure fiscali, sui diritti violati degli immigrati, …) perché attentano ai diritti ed alle libertà della classe lavoratrice e della società nel suo intero, dando benefici esclusivamente ai potentati economici. La difesa inequivoca dei servizi pubblici è una garanzia del mantenimento dei diritti di cittadinanza.

Il sindacalismo di classe ed alternativo che rappresentiamo appoggia la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici delle miniere, dei trasporti, dell’agricoltura andalusa (abrogazione della soglia delle 35 giornate di salario per accedere ai sussidio di disoccupazione), così come sostiene lo sciopero generale indetto nei Paesi Baschi dai sindacati nazionalisti, dal sindacalismo di classe ed alternativo e dai movimenti sociali.

Convochiamo una riunione per il prossimo 6 ottobre in Andalusia per continuare a coordinare le iniziative suscitate dal sindacalismo di classe ed alternativo in forma unitaria.

Pertanto, ci dichiariamo:

  • per non pagare il debito né gli interessi maturati. Esigiamo un audit sul debito e pene detentive per i colpevoli. Esigiamo la nazionalizzazione della Banca e la creazione di una Banca Pubblica.
  • contro il crescente riarmo, riaffermiamo il nostro NO alla NATO.
  • per respingere fermanente le misure repressive che, sempre di più, colpiscono gli attivisti sociali e sindacali che si oppongono alle misure governative.
  • contro la riforma del lavoro ed ai tagli ai salari.
  • per non continuare a dare denaro al sistema finanziario.
  • per la difesa dei servizi pubblici e delle aziende pubbliche (così come dei terreni pubblici e di altri beni). No al loro deterioramento e privatizzazione.
  • perché sia colpita la frode fiscale. Nessuna amnistia.
  • per l’uguaglianza dei diritti degli immigrati.
  • contro l’esclusione sociale e contro la povertà. Che le classi popolari abbiano accesso garantito a: cibo, acqua, cure (sanità), libri (istruzione e cultura), casa.
  • per le dimissioni del governo centrale e dei rispettivi governi regionali, così come di chiunque altro sia al servizio della Troika, la quale illegittimamente attenta con le sue misure agli interessi generali della popolazione.
  • per la costruzione su basi di democrazia diretta di una alternativa sociale e politica che difenda gli interessi delle classi popolari.

Invitiamo, pertanto, tutti i lavoratori e le lavoratrici, i disoccupati, i pensionati, gli studenti, i collettivi degli sfrattati, gli immigrati ed i partecipanti ai movimenti sociali a partecipare alla giornata di lotta indetta dal sindacalismo di classe ed alternativo a livello statale per il 26 settembre, a sostegno di una indizione di sciopero generale.

Confederacion General del Trabajo (CGT)
Corriente Sindical Izquierdas de Asturias (CSI)
Intersindical de Aragón
Intersindical Alternativa de Cataluña (IAC)
Confederación Intersindical
Confederación Nacional del Trabajo (CNT)
Sindicato Andaluz de Trabajadores (SAT)
lntersindical Canaria
Coordinadora Sindical de Clase (CSC)
Solidaridad Obrera
Sindicato de Comisiones de Base (Cobas)
Sindicato de la Elevación (SE)
Movimiento Asambleario de Trabajadores de la Sanidad (MATS)
Alternativa Sindical de Trabajadores (AST)
Sindicato Obrero de Puertos Canarios
Frente Sindical Obrero Canario (FSOC)
Convergencia Sindical Canaria
Sindicato Asambleario de Sanidad

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.”

Breve report sulla giornata europea di azione anticapitalista del 31 Marzo.

Il 31 Marzo scorso ha avuto luogo la giornata europea di azione anticapitalista con manifestazioni, assemblee e presidi in diverse città europee, oltre che a New York. In Spagna allo sciopero generale del 29 Marzo indetto dalla CNT sono seguite proteste nei giorni successivi che hanno coinvolto numerose città con una partecipazione numerica soddisfacente. La risposta dello Stato si è manifestata in diverse occasioni sotto forma di violenza poliziesca, ad esempio a Barcellona sono stati arrestati 4 o 5 scioperanti . Sul sito ufficiale della CNT è possibile leggere notizie dettagliate sulle giornate di sciopero e lotta nelle diverse città coinvolte, oltre che analisi sulle prospettive della lotta anticapitalista e nello specifico contro la riforma del lavoro in Spagna; a Zagabria, in Croazia, sono scese in piazza diverse centinaia di persone; la manifestazione olandese si è svolta a Utrecht con la partecipazione di circa 250 persone ad un corteo che ha attraversato parte della città; A Vienna (Austria) diverse centinaia di persone hanno partecipato ad una giornata di workshops indetti all’interno della mobilitazione europea anticapitalista; anche a Kiev (Ucraina) si è svolta una manifestazione; in Grecia vi sono stati cortei in diverse città, ma la partecipazione non è stata particolarmente alta rispetto ad altre proteste recenti, ciò potrebbe derivare dal fatto che le organizzazioni anarcosindacaliste non sono particolarmente forti all’interno del panorama anarchico greco; a Francoforte (Germania) ha avuto luogo uno dei cortei più partecipati tra quelli tenutisi il 31 Marzo, ma questo corteo non ha potuto terminare il suo percorso…

… Ma cosa è successo veramente a Francoforte il 31 Marzo?

In breve: a Francoforte circa 6000 persone hanno preso parte alla manifestazione organizzata da diverse sigle anarchiche/antiautoritarie/comuniste extra/antiparlamentari. Poco dopo la partenza del corteo, all’altezza della sede della Banca Centrale Europea protetta da un ingente schieramento di polizia in assetto antisommossa, alcuni manifestanti hanno lanciato fumogeni e petardi  contro l’edificio, mentre poco dopo altri manifestanti attaccavano con una fitta sassaiola la sede di un’agenzia di rating. La polizia, col pretesto di identificare gli/le autori/trici dei danneggiamenti ha bloccato il corteo durante il suo percorso, circondandolo e dividendolo in tre parti, grazie anche al massiccio impiego di spray al pepe e manganellate. I/le manifestanti sono stati bloccati in strada per sei ore senza la possibilità di muoversi mentre la polizia operava arresti in modo arbitrario e negava agli avvocati incaricati dagli organizzatori della manifestazione di avvicinarsi. Alcune centinaia di persone sono comunque riuscite a non farsi intrappolare dalla manovra poliziesca ed hanno compiuto altre azioni dirette danneggiando altre sedi bancarie e simboli capitalisti. Attualmente il coordinamento che ha promosso la manifestazione è impegnato nel supporto legale, si cerca di capire in definitiva  a quante delle circa 460 persone fermate sia stato convalidato l’arresto e con quali accuse, mentre l’amminitsrazione cittadina di Francoforte calcola un milione di € in danni provocati dai “manifestanti violenti”.

Ora un paio di mie considerazioni personali sull’accaduto: la mia critica al comportamento degli/lle attivisti che hanno da subito scatenato la loro rabbia contro i simboli dell’oppressione capitalista è una critica puramente strategica, infatti nei pressi dell’azione vi erano persone in sedia a rotelle, genitori con bambini in passeggino ed in generale altre persone impreparate a dover affrontare la prevedibile reazione poliziesca. Un corteo spesso è il luogo meno adatto per compiere gesti di un certo tipo, a meno che non si voglia inscenare un teatrino ad uso e consumo della stampa e dei tg di regime che non vedono l’ora di poter additare i mostri anarchici o di estrema sinistra rei di aver violato la sacra proprietà privata dei padroni del mondo… In ogni caso, se spaccare le finestre della sede della Banca Centrale Europea è un atto violento mi chiedo come si dovrebbe definire ciò che fa quotidianamente la stessa BCE; la rabbia di chi attacca un simbolo di oppressione e sfruttamento è la rabbia degli oppressi e degli sfruttati che sono costretti a subire quotidianamente sulla propria pelle la precarietà, la disoccupazione, i sacrifici fatti per mantenere a galla sfruttatori e parassiti che vivono nell’agio e ordinano politiche di lacrime e sangue per la classe lavoratrice depredando da sempre interi popoli delle loro risorse, costringendoli alla fame, fomentando guerre, costringendo all’esilio per disperazione chi non può più vivere nella propria terra d’origine, ammazzando queste persone quando tentano di raggiungere l’Europa, incarcerandole se sopravvivono e, se riescono ad ottenere infine la grazia di rimanere nella parte “ricca” del pianeta, costringendole ad una vita di lavoro sottopagato e senza garanzie con la continua minaccia dell’espulsione; violenza è essere costretti alla schiavitù del lavoro salariato, violenza è dover obbedire a leggi fatte da pochi, per pochi, per tenere divisi e controllati i più; violenza è il consumismo, l’emarginazione, l’indifferenza: la violenza è questo sistema con tutti i suoi confini nazionali, i suoi eserciti, le sue polizie, le sue galere, i suoi massacri, le sue belle parole ipocrite incise sulla pelle dei morti viventi che popolano i centri commerciali, i fast food e i cinema multisala mentre cercano di non pensare, di non capire, di tirare avanti ancora un giorno ammazzando il tempo fino alla morte… anche se sono già morti senza saperlo.

Libertà per gli/le arrestati del 31 Marzo a Francoforte! Un giorno le prigioni non saranno più abbastanza per ingabbiare chi si ribella al sistema!

Lista di iniziative per il 31 Marzo.

Il sito M31 dedicato alla giornata europea di azione anticapitalista del 31 Marzo ha pubblicato una lista, anche se non del tutto completa ed eventualmente soggetta a variazioni, di iniziative previste in diversi Paesi e città europee:

“M31 – What’s going on?!

last updated: March 27, 2012

On March 31st, there will be M31 demonstrations and interventions in many European cities. This list will be updated daily. For a complete list of M31 groups, check here. M31 groups will build a political platform beyond March 31st. Stay tuned.

 

AUSTRIA

There’s a prep meeting on March 29th. For M31, a network of initiatives has arranged a four-hour manifestation, teach-in and cultural happening at the MuseumsQuartier, downtown Vienna (from 2 pm). At 6 pm, they’re turning this into a rave, right on the spot. Check here for updates.

CROATIA

M31 collective and MASA in Zagreb have set the date and motto for their demonstration: „Together against Capitalism“ – 2 pm at Park Zrinjevac. In the run-up, there will be a public discussion with activists, journalists, workers and students from Croatia, Slovenia and Serbia. Allegedly “tons” of posters, flyers and banners are being produced and distributed right now. Check the video manifesto.

FRANCE

France, France, what about France!?! Still no definitive news, we’re working on it. In the meantime, all francophiles can enjoy our Call for Action in splendid french.  Allons camarades!

GERMANY

On M31, here will be a demonstration in Frankfurt, leading, among others, to the European Central Bank (ECB). Extensive info at de.indymedia.org.

GREECE

Every Wednesday, there’s an open meeting on M31 at the Printers’ Union in Athens. March 30th, there will be a public discussion on perspectives of a common struggle in Europe. The M31 demonstration will lead to the EU Offices in the Greek capital. Its motto: “We don’t want to reform capitalism, but get rid of it.“ Here’s the facebook-event.

Comrades of ESE and AK Thessaloniki have announced a second M31 demonstration in Greece, under the motto „Don’t Blame the Crisis, blame Capitalism“ (more or less…). The demo will start at 12 at Kamara and will lead to Rotunda, for a solidarity meeting with undocumented migrants. Sans Papiers are coming under increasing pressure, with police sweeps and a large scale detention center to be opened.

 

ITALY

M31 interventions in Bologna and Modena (tba) [Nota mia: a Modena una manifestazione dovrebbe partire da Piazza Torre alle 16:00; anche a Bologna dovrebbe esserci una manifestazione, organizzata dall’ USI e dal circolo anarchico Berneri]

NETHERLANDS

For March 31st, the Dutch network has prepared a demonstration and public assembly in Utrecht (2pm, Overvecht Station). In the run-up, there will be public discussions in Amsterdam, Tilburg and Groningen. Check our homepage for dates and locations.

 

POLAND

The demonstration of ZSP in Warsaw on March 31st is not officially affiliated with M31. But our hearts are with you!

  • 31.03. | Warsaw | Plac Zamkowy | 1 pm | demonstration (8pm concert)

PORTUGAL

The social center Es.Col.A of Porto affiliates with M31 in their struggle against eviction. Here’s more. There will be a weekend of events and interventions March 30th-April 1st. Other initiatives tba.

SLOVENIA

On March 23rd, M31-member FAO will host an open assembly in Ljubljana. On March 31st, there will be protest actions around different Slovenian cities: “We decided to focus our activities on locally important issues of repression against syndicalist militants. More broadly, we will also promote self-organization and direct action in the struggle against capitalist crises.“

  • 31.03. | Ljubljana and other cities | protest actions

SPAIN

M31-member CNT has called for a national strike on March 29th, spicing up regional initiatives and a rather tame call for protests by mainstram unions. CNT is gaining a lot of support for their initiative. On M31, there will be meetings and demonstrations in Toledo, Aranjuez, Castro Urdiales and Badajoz. Grupo Libertario Acción Directa organized a day of debate in Madrid, „taking apart capitalism and the state”. In the Basque Country, anarchist EHKL has also announced a rally.

UKRAINE

On March 31st, there will be a demonstration in Kiev leading to the Employers’ Association and to the Department of Education. M31-Member Autonomous Workers’ Union, Direct Action and anti-authoritarian communist Left Opposition will march together with student unions, antifascist groups and others. Here’s their clip.

  • 31.03. | Kiev | … | 12:00 | demonstration

UNITED KINGDOM

For March 31st, Solidarity Federation and others are staging their own Day of Action against governmental workfare schemes, with direct actions in different cities. SolFed is responding to a call by the IWA. Some local initiatives have been endorsing M31. Check their site for background info. Here’s the site of the Boykott Workfare campaign. Authoritarian labor reform is an issue we’ll also have to deal with one way or another. Go kick some butt, comrades!

UNITED STATES

“In solidarity with the European call for anti-capitalist action on M31 (march31.net), Class War Camp [of Occupy Wall Street] is calling for a mass gathering of anti-capitalists of all stripes and kinds to discuss strategy, and network for the ongoing global revolution. Only if we know each other can we help one another!” Thanks comrades in the City!