Nessuno stupore, solo disgusto.

Fonte: Anarchaos.

” Terni – dure cariche degli sbirri contro gli operai

Botte da orbi a Terni. Gli sbirri impazziscono e bastonano pesantemente gli operai. Teste rotte e scontri duri sui binari.

Questa mattina a Terni si è svolto un enorme corteo degli operai delle Acciaierie. La situazione alla Thissen Kroup si è fatta pesante dopo che i padroni – gli assassini della strage di Torino – hanno annunciato la decisione di vendere.

Migliaia di persone si sono messe in marcia da Viale Brin, dove si trova l’ingresso principale dello stabilimento, attraversando il centro cittadino fino alla Prefettura. Ma lì non si sono fermati e si sono diretti verso la stazione, con lo scopo di bloccare i binari.

La polizia a quel punto ha tirato fuori l’armatura e in assetto antisommossa ha fatto cordone per evitare l’ingresso al piazzale davanti alla stazione,

Nonostante la rabbia, gli operai si sono limitati a spingere con forza sugli scudi, la catena di celerini che sotto la spinta di tutto il corteo ha dovuto spezzarsi.

Conquistato il piazzale davanti alla stazione il corteo ha puntato dritto sui binari. E’ stato lì che la polizia, velocemente ricompattatasi davanti all’ingresso della stazione, ha manganelato con una ferocia che raramente si era vista in Umbria. 

La mattanza però non ha fermato la rabbia dei manifestanti, che hanno reagito con la giusta durezza e sono riusciti, comunque, a conquistare i binari. 

Uno sfregio per i tutori dell’ordine, una sconfitta inaudita – che andava vendicata.

E così di punto in bianco, quando la situazione ormai era tornata tranquilla, la nuova carica contro migliaia di persone che si trovavano sui binari.

Teste rotte, gente che inciampa sui sassi, tafferugli pesantissimi. Una carica cieca, tanto che un celerino ha rotto la testa persino al sindaco di Terni. Il quale in questo momento è in ospedale con diversi punti di sutura. Le legnata deve aver rimesso qualche rotella a posto nella capoccia del primo cittadino, il quale, ancora insangunato come un vitello, mentre lo portavano al pronto soccorso, ha espresso commenti di improbabile durezza per uomini come lui: “la classe operaia” – ha detto proprio così! – “ha già difeso la fabbrica dai tedeschi, rischiando di rimanere sotto le bombe, e la difenderà dagli attacchi della polizia”.

 

Che la sbirraglia questa volta abbia pisciato fuori dal vaso lo si nota dalla sterminata colonna di commenti di condanna da parte di personaggi che di solito non perdono occasione per leccare gli scarponi deli robocop. Questa volta invece, onorevoli e senatori piddini, i sindacalisti, persino il tg3 locale, che ha mandato le immagini evidenti dell’aggressione sbirresca, hanno espresso unanima condanna verso il comportamento della polizia.

Dalla corrispondenza di un compagno presente ”

Nota  a margine: ovviamente le forze dell’ordine non solo presentano un’altra versione dei fatti, come al solito ridicola, ma la rafforzano col potere a loro concesso da parte dello Stato che detiene il monopolio della violenza. Prima pestano, a volte ammazzano, poi trovano un capro espiatorio. Sta a vedere che è sempre colpa delle vittime, alle quali a conti fatti non rimane nemmeno l’illusione di una giustizia concessa da quello Stato che, come ormai dovrebbe essere ben chiaro, di regola non condanna i suoi servi e meno che mai se stesso.

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